- L’esempio che date con il vostro stile di vita e il vostro comportamento influenzeranno vostro figlio. Quando si parla di droga un genitore non può dire “impara da ciò che ti dico e non da ciò che faccio”: non verrebbe ascoltato. Fate particolare attenzione al vostro uso di alcol, tabacco, medicine o altri tipi di droga.
- Dedicate molto tempo a vostro figlio iniziando prima che sia nella fase dell’adolescenza – informatevi sulla sua vita, su quali sono i suoi amici, i suoi insegnanti, e soprattutto sui suoi interessi. Dimostrate che siete sinceramente interessati e non dei semplici ficcanaso.
- Insegnatagli a comportarsi in modo responsabile. Cercate di abituarlo gradualmente a operare delle scelte e, quando queste risultano essere responsabili, dimostrate la vostra approvazione.Insegnategli il giusto equilibrio tra diritti e doveri in modo che capisca che avere dei diritti implica inevitabilmente avere delle responsabilità.
- All’avvicinarsi dell’adolescenza aiutate vostro figlio ad avere una vita interessante. Pensate a come trascorrete i fine settimana. Se passate il sabato e la domenica sdraiati su una poltrona a fumare, trasmetterete a vostro figlio il messaggio che questo è il modo giusto per trascorre il tempo libero! Se invece fate abitualmente programmi per il fine settimana, sarà naturale per lui pensare al weekend come ad un momento in cui si fanno attività piacevoli e interessanti.
- Gli adolescenti che hanno più interessi saranno meno inclini ad usare la droga (anche se alcuni tipi di sport la incoraggiano. A volte può per esempio esserci l’abitudine di bere alla fine di una partita). Incoraggiatelo a fare sport, partecipate ai suoi interessi e accompagnatelo alle varie attività di gruppo che vengono organizzate e per le quali dimostra interesse.
- Se un adolescente frequenta più di un gruppo di amici avrà sempre un’alternativa nel caso uno di questi gruppi incorresse nell’uso di droga. Incoraggiatelo ad avere molti amici e invitatene a volte alcuni a casa.
- Aiutatelo ad accrescere la sua autostima. Ditegli e dimostrategli che lo amate e lo stimate. Fategli sapere che notate e apprezzate i suoi successi.
- Mantenete il vostro rapporto aperto e onesto – siate disponibili. Ascoltate le idee e le opinioni di vostro figlio, anche se non le condividete. Cercate di non interromperlo quando parla e di non reagire in modo tale da bloccare la discussione. In questo modo non avrà paura quando dovrà dirvi cose che potreste non approvare ma che vorrà farvi sapere.
- Non fingete di sapere tutto. Quando non sapete dare una risposta dite chiaramente: “non so, ma cercherò di informarmi”.
- Crescendo gli adolescenti vorranno fare delle scelte autonome per quanto riguarda gli amici, i gruppi e le attività da seguire. Sarà comunque molto importante e di grande aiuto per loro avere il vostro sostegno e la vostra disponibilità, che potrete dimostrare ad esempio ospitando qualche volta i loro amici, condividendo i loro interessi e accompagnandoli a fare sport o altre attività.
- Non abbiate timore a chiedere aiuto. Non dovete risolvere tutto da soli se siete in difficoltà o avete dei dubbi.
- Se un ragazzo non va a scuola, se si annoia, se non ha un lavoro, né hobby, né interessi, sarà sicuramente più vulnerabile di fronte al problema della droga.
Le difese possibili ed entrambe necessarie sono tre:
- E’ bene affrontare il problema allo stesso modo in cui si affronterebbe qualsiasi altra situazione che potesse causare preoccupazioni per il benessere di un figlio in questa età. In tal modo non incorrerete nell’errore di trarre conclusioni affrettate che potrebbero essere sbagliate e potrebbero compromettere il rapporto con vostro figlio.Per iniziare con vostro figlio il discorso sulla droga è necessario che tra di voi ci sia una certa confidenza. La reazione di vostro figlio dipenderà in larga parte dal modo in cui voi affronterete l’argomento.
- Attuare un attento controllo al comportamento dei ragazzini, effettuando in caso di comportamenti sospetti (ma è necessario che sia a loro insaputa) il controllo delle urine con i kit reperibili in farmacia. Il problema è di tale portata che un genitore non può accontentarsi della semplice fiducia. La droga congela completamente alcuni meccanismi cerebrali fondamentali e vostro figlio, se è stato incastrato in questo meccanismo, non è più quello che avete pensato lui sia ma ha bisogno che siate voi a prendere in mano la sua coscienza in formazione al posto suo; ne avete dirittodovere.
- Aderire al progetto IO SOCIALE per assumere un ruolo attivo e responsabile contro la diffusione della droga nella società civile.
Per i genitori di ragazzi adolescenti (14-18 anni)
I vostri figli sicuramente sono stati contattati o hanno cercato il contatto per provare la droga (canne, extasy o altre polverine, inizialmente); ciò è avvenuto probabilmente attraverso amici che ne fanno già uso e che, portando allo stesso uso nuovi “amici”, si assicurano così la possibilità di avere presto dei clienti cui vendere la roba di cui hanno bisogno loro stessi.
Forse vostro figlio non ha ancora accettato di provare ma la probabilità che prima o poi lo faccia è oggi ampiamente superiore al 50%.
Le canne di marjuana e/o hascish contengono elevate quantità di THC, il principio attivo dei cannabinoidi, il cui effetto è subdolo e potente: subdolo perché sembra produrre “soltanto” effetti di ilarità e allegria, potente perché essendo neurotossico (uccide le cellule neuronali) depotenzia fortemente la mente attivando un processo di disimpegno e disinteresse verso la scuola e in generale verso una progettualità costruttiva.
In generale l’uso di droghe determina comportamenti quali:
- Un comportamento insolito o in qualche modo strano
- Lunghi silenzi, broncio o irascibilità verso gli altri
- Improvvisi sbalzi di umore
- Insolita mancanza di collaborazione, intolleranza e scontrosità
- Pochissima disponibilità a parlare e a stare in famiglia
- Diminuzione del rendimento scolastico, svogliatezza o tendenza a marinare la scuola
- Abbandono delle normali attività svolte regolarmente, per esempio uno sport
- Cambio di amicizie – apparentemente inspiegabile e repentino passaggio ad un nuovo gruppo di amici
- Cambiamenti nell’aspetto fisico, per esempio occhi arrossati, ecc.
- Disturbi alimentari
- Mancanza di energia, stanchezza persistente
- Sparizione da casa di oggetti di valore o di denaro
- dimenticanze frequenti
- mancanza di interessi
- tendenza alla deresponsabilizzazione e a cercare giustificazioni (la colpa è del professore)
- bugie
- ritardi e mancanza di puntualità
- uno strano odore dolciastro sui vestiti e in camera.
È importante sapere che alcuni (non tutti) dei comportamenti appena elencati sono tipici dell’età adolescenziale, ma quando la gamma è ampia e si protrae nel tempo è sicuro indizio dell’uso di sostanze.
Inoltre l’assunzione di droghe provoca evidenti effetti fisici che dipendono dalla sostanza usata; alcuni di questi sintomi, in particolare dell’eroina, sono:
- Pupille a spillo e occhi lucidi
- Continuo grattarsi in qualsiasi parte del corpo
- Aumentata assunzione di alimenti dolci
- Secchezza delle fauci
- Alimentazione squilibrata
- vampate di calore
- Dimagrimento repentino senza motivo
- Passaggio da uno stato di iperattività e di euforia ad uno stato di abulia, in maniera così veloce da lasciare attonita la persona vicina a lui
- Naso che cola
- Bocca impastata
- Ematomi in varie parti del corpo a seconda di dove inietta la sostanza
- Denti cariati.
Di fronte a vostre richieste di maggiori spiegazioni sui suoi comportamenti vostro figlio inventerà all’inizio scuse o motivazioni fantasiose se non addirittura surreali che all’inizio normalmente funzioneranno anche perché espresse in modo, così a voi sembra, estremamente convincente; voi lo amate e volete credergli.
Proseguendo con le stranezze e voi con le indagini lui passerà a mettere in atto il meccanismo dei sensi di colpa; lui sa di avere in mano il vostro cuore e la droga (le canne sono droga!) che si è già impadronita della sua testa lo sa e se ne approfitta al di là di ogni immaginazione. Nessun genitore è esente da errori nei confronti dei propri figli (è umano) ma chi li fa intenzionalmente, poiché non li ama, non è interessato alle conseguenze mentre voi che li amate siete portati a vivere tali errori con profondo senso di colpa in particolare se lui ve li rinfaccia (è la migliore strategia possibile per coprire l’uso di sostanze).
Voi in realtà non avete ancora realizzato che vostro figlio è ormai da tempo un tossicodipendente e siete nel pieno della sua manipolazione.
Il passaggio a droghe quali cocaina e eroina non è matematico ma è molto probabile, in particolare quello alla cocaina; quello alla eroina è di solito ciò che porterà vostro figlio a smascherarsi dopo che l’uso di tale sostanza gli avrà tolto in poco tempo gran parte delle sue risorse fisiche e mentali. In questi ultimi tempi inoltre si è diffusa l’assunzione di eroina tramite inalazione scaldandola e facendola evaporare su un foglietto di alluminio, quello che usate in cucina.
Ricordate che anche in questa condizione vostro figlio continuerà a negare ferocemente di essere un tossicodipendente e voi sarete ancora fortemente orientati a credergli.
Da quando vostro figlio ha cominciato a fumare le prime canne o prendere pastiglie a quando avrete scoperto che usa droga possono passare anche anni.
Per i genitori di ragazzi tossicodipendenti che vivono in casa
Se siete in questa condizione da poco tempo cercate di sostituire la disperazione con l’azione. Gestire un tossicodipendente è un’impresa impossibile con gli strumenti di cui disponete. L’unica cosa da fare è entrare in contatto con un’associazione di famigliari di tossicodipendenti (ce ne sono in tutta Italia) e frequentarla; al suo interno troverete guida e supporto. Inoltre i Servizi per le Tossicodipendenze (SerT) del Sistema Sanitario Nazionale sono dedicati alla cura, alla prevenzione ed alla riabilitazione delle persone che hanno problemi di dipendenza conseguenti all'abuso di sostanze psicoattive (droghe o alcool).
Se siete in questa condizione da molto tempo ciò sta a significare che la strategia che avete sinora adottato non funziona e bisogna cambiarla.
In tutti i casi voi genitori dovrete assumere con vostro figlio una posizione ferma e coerente (è estremamente importante che entrambi i genitori, anche se separati, mantengano nei confronti del figlio una linea di condotta univoca e sintonizzata in modo che egli non possa insinuarsi nelle eventuali divisioni per manipolare in particolare il genitore più debole).
La droga che lavora dentro di lui gli consente di avere nelle sue mani il vostro cuore (le emozioni, che risiedono nell’emisfero destro del nostro cervello) che manipola ad arte al fine di garantirsi il vostro sostegno. Potrete uscire da questa condizione solo se imparerete ad usare la ragione in piena coscienza (risiede nell’emisfero sinistro del nostro cervello) facendogli presente che voi non siete più disponibili a sostenere questa complicità delinquenziale e non tollererete più la presenza di droga in casa vostra, in nessun modo e nemmeno dentro al suo corpo.
A questo punto lui (e in questo caso dovrete rivolgervi al lui vero e proprio, anche se prigioniero della droga) dovrà scegliere se affidarsi ad un percorso di recupero oppure seguire in totale autonomia e senza il vostro supporto la sua strada di tossico.
Questo per il genitore è uno dei momenti più difficili; è come se dovesse far spuntare le spine dal suo cuore in modo da costringere la droga, che possiede suo figlio e che questo vostro cuore tiene in mano, a mollare la presa. Ma è proprio questo ciò che serve.
Fino a questo momento vi siete sostituiti a lui senza che si impegnasse o a studiare con profitto o a lavorare seriamente contribuendo al bilancio famigliare. Le sue risorse sono state da lui usate per procurarsi droga e ciò non gli sarebbe stato facilmente possibile senza il vostro aiuto materiale nel sostenerlo; in pratica vi siete comportati inconsapevolmente come suoi complici. È la ragione che deve prendere il sopravvento sulle emozioni per mettere vostro figlio davanti a quelle responsabilità cui si è finora sottratto (studio, lavoro, guadagnarsi da vivere e affrontare con impegno le difficoltà della vita) e alle quali vi siete sostituiti dandogli da mangiare, da dormire, procurandogli da vestire, stirando e lavando la sua biancheria, garantendogli l’uso degli elettrodomestici quali la televisione o l’asciugacapelli e della corrente elettrica in genere, pagando il riscaldamento dei suoi locali di soggiorno, facendogli usare la macchina (spesso da lui danneggiata o addirittura distrutta) e tanto altro ancora.
Finora, erroneamente mossi dal senso del dovere, avete trattato vostro figlio come un malato o una vittima, deresponsabilizzandolo. Questo comportamento non ha vie di uscita, è destinato ad autoalimentarsi per il resto della vostra vita fino alla morte, vostra o, più probabilmente, di vostro figlio per malattia vera, overdose o incidente.
In alcuni casi, di fronte a questa scelta, vostro figlio potrà accettare subito il percorso comunitario ma attenti, può ancora essere manipolazione per prendere tempo e cercare di convincervi che si è messo a fare il bravo ragazzo. Più frequentemente farà armi e bagagli e se ne andrà: questo è il primo vero e doloroso (per voi) ma utile (per lui) passo verso quella assunzione di responsabilità alla quale la droga finora l’aveva sottratto. Non temete per i rischi, li correva anche se stava in casa e forse di più; la maggior parte di morti per overdose sono avvenute in casa. Stare fuori lo costringerà a “toccare il fondo” e a rendersi conto che da solo non ce la fa. Buona parte delle richieste di ingresso in comunità sono avvenute dopo questo tipo di percorso.
Per i genitori di ragazzi tossicodipendenti che vivono fuori casa
Ricordatevi che la droga è come un congelatore e voi gli avete fornito l’energia elettrica per farlo funzionare. Ora che avete deciso di staccare la spina, e la droga si vede costretta ad usarlo per procurarsi l’energia, vostro figlio scoprirà che un organismo surgelato non è in grado di agire come uno che non lo è. Tutto questo determinerà in lui comportamenti a rischio sociale in particolare per l’attività di spaccio che gli è necessaria per procurarsi le dosi con la possibilità di detenzione carceraria che ne consegue e che spesso rappresenta un altro passo importante verso un percorso di recupero in comunità.
Essere consapevoli che voi state combattendo la droga che lo possiede e non lui è molto importante per superare il dolore che inevitabilmente accompagna questi periodi. Il progetto dell’IO SOCIALE è nato anche per questo.
Per i genitori di ragazzi tossicodipendenti che vivono in comunità terapeutica
Se vi trovate in questa fase conoscete già bene il problema della tossicodipendenza di vostro figlio e state sicuramente godendo dell’importante supporto di gruppi associazionistici e/o di esperti. Durante questo periodo dovrete puntare a recuperare la qualità della vostra vita e del vostro rapporto di coppia, il vostro benessere generale, per curare le ferite che il figlio ha procurato.
Ritornate ad una vita famigliare normale, senza le incombenze e le ansie che la presenza della droga in casa vostra produceva, prendendo le distanze da essa e dai sensi di colpa che suscitava e che le servivano per essere comperata. Acquisite un nuovo stile di vita che elimini gli effetti negativi di una “presenza” che portava tutti ad una confusione bestiale, irreale, disumana.
La presa di distanza dalla droga deve essere tale che, qualora vostro figlio dovesse tornare a casa o in visita o perché pensa di concludere prima del tempo il suo percorso, percepisca subito che niente è più come prima e più lo sarà e la sua vita è definitivamente nelle sue mani. Il principio base della presenza in comunità deve essere questo: essere andato là è come quando, sposandosi, si esce ufficialmente da casa per incominciare una propria vita indipendente e autonoma e tornare indietro sarebbe come tornare all’infanzia.
La lettura del progetto dell’IO SOCIALE e l’adesione ad esso assume ora per voi una grande importanza per quando vostro figlio terminerà il suo percorso e, come un convalescente dopo un lungo periodo di degenza ospedaliera, è ancora debole e con alto rischio di ricaduta.
Ricordate che il principale motivo per cui vostro figlio ha cominciato ad assumere droga è perché la droga c’è, perché la nostra società civile ha permesso che si diffondesse perdendone completamente il controllo, perché quando è stato effettuato il referendum sulle cosiddette “droghe leggere” e sul concetto di minima quantità avete votato a favore o non avete votato affatto oppure avete fatto parte della minoranza che ha votato contro. L’attuale diffusione della droga evidenzia il fatto che siamo una società priva di anticorpi, sorretta da un esagerato senso del diritto individuale senza un altrettanto sviluppato senso del dovere, vittima di una rassegnata e indifferente sensazione di impotenza, incapace di assumersi le proprie responsabilità sociali, tutta compresa a soddisfare i propri obiettivi personali e individuali.
Solo una sana presa di coscienza del proprio IO sociale e un’azione con esso coerente può mettere in moto quel processo di produzione dei giusti anticorpi sociali che come per qualsiasi organismo biologico sono necessari e indispensabili per la sua vita.
Per i genitori di ragazzi tossicodipendenti che sono usciti dalla comunità terapeutica da meno di 5 anni
Vostro figlio è ora convalescente e come tale avrebbe bisogno di non essere tentato a strafare o agire come se non lo fosse; i suoi anticorpi psicologici, sufficienti finchè era protetto dentro la comunità sono ancora deboli fuori di essa e avrebbero bisogno di consolidarsi e rodarsi affrontando le difficoltà della vita e le sue tentazioni un po’ alla volta.
Il vostro ruolo, specialmente se vostro figlio è ancora abbastanza giovane (sotto i trent’anni), è importante ed utile sempre nell’ottica della responsabilizzazione; se là fuori la droga circola ancora come e più di prima la tentazione di riprovare, magari una sola volta, è molto forte e frequentemente, troppo frequentemente, prende il sopravvento. Molte morti per overdose avvengono in questa circostanza perché la memoria della droga non scompare mai e se si ricomincia serve ripartire dalla quantità cui si era arrivati.
A questo punto enorme importanza viene ad avere la qualità delle relazioni interpersonali che dovranno essere basate sulla onestà e verità, sulla chiarezza delle informazioni e sul rispetto della parola data recuperando il vecchio ma sempre valido concetto che la parola è un contratto.
I rapporti fra adulti sono caratterizzati da ciò che si mette e non da ciò che ci si aspetta, secondo criteri di parità, libertà, reciprocità e rispetto. Nulla è gratis.
Ricordiamoci che i valori da coltivare fra tutti e a maggior ragione con chi è rientrato in società dopo le esperienze in una comunità sono quelli del confronto, dell’amicizia, della fiducia e dell’amore responsabile, quello che porta a costruire e dare, chiedendo in proporzione a quanto si è fatto o donato.
Il progetto dell’IO SOCIALE serve quindi a cambiare il fuori attraverso la consapevolezza che quel fuori siamo tutti noi, che quel fuori potremo rendere migliore e più sano purchè si agisca insieme, con fiducia in noi stessi e con la convinzione che grazie a tale azione saremo più felici, assieme ai nostri figli.
Per i genitori di ragazzi già adulti che si sono affermati sul lavoro e hanno o avranno una propria famiglia
Siete molto soddisfatti di questo e pensate che il problema droga non li toccherà.
Le sfide del lavoro, il desiderio di successo, il bisogno di sostenere la competizione e di fronteggiare meglio le fatiche e le difficoltà portano anche persone che non avevano mai fatto uso di droga ad avvicinarsi ad essa anche dopo i trent’anni, in particolare alla cocaina. Managers, persone dello spettacolo, camionisti, liberi professionisti hanno iniziato a sniffare cocaina (la più usata, ma non la sola) perché è molto diffusa e la tentazione di provare non muore a trent’anni.
Ma la cosa più importante è che i vostri figli sono già diventati o stanno per diventare genitori e il problema ripartirà dai loro figli, i vostri nipoti.
Per chi è adulto e non ha figli
I danni che la droga arreca alla società sono tantissimi e non viene risparmiato nessuno; dietro molti degli incidenti stradali con morti e feriti, spesso ci sono l’alcool e la droga, di frequente insieme. Ricordate che un drogato ha scarsa consapevolezza della sua tossicodipendenza e comunque fa di tutto per nasconderla. Ricordate anche che nei primi anni la droga gli procura un piacere nemmeno immaginabile da chi non la usa.
Egli si muove liberamente facendo pesare all’intera società le conseguenze della sua schiavitù.
È importante sapere che, in base agli ultimi dati diffusi nella relazione annuale sulle tossicodipendenze nel 2007, l’1,4% degli italiani (quasi un milione) ha fatto uso quotidiano di droga.
Considerando che la maggior parte dei consumatori si colloca nella fascia di età compresa fra i 15 e 30 anni ciò sta a significare che circa il 10% di essi è tossicodipendente.
Questo in base ai dati ufficiali. A questi si aggiungono poi tutti i consumatori non quotidiani la cui quantità è probabilmente di alcune volte superiore. |